Ciao lista,
desidero condividere un’analisi quantitativa delle aree di sviluppo di QGIS dalla versione 3.0 ad oggi, basata sui dati ufficiali dei changelog del progetto.
| # | CATEGORY | count | perc% |
|---|---|---|---|
| 1 | Processing | 268 | 17,19% |
| 2 | Data Providers | 138 | 8,85% |
| 3 | Symbology | 107 | 6,86% |
| 4 | Print Layouts | 100 | 6,41% |
| 5 | Expressions | 82 | 5,26% |
| 6 | User Interface | 82 | 5,26% |
| 7 | Data Management | 74 | 4,75% |
| 8 | Programmability | 59 | 3,78% |
| 9 | 3D Features | 57 | 3,66% |
| 10 | Forms and Widgets | 55 | 3,53% |
| 11 | Labelling | 54 | 3,46% |
| 12 | QGIS Server | 53 | 3,40% |
| 13 | Digitizing | 52 | 3,34% |
| 14 | Application and Project Options | 43 | 2,76% |
| 15 | Browser | 41 | 2,63% |
| 16 | Mesh | 40 | 2,57% |
| 17 | Map Tools | 38 | 2,44% |
| 18 | Rendering | 32 | 2,05% |
| 19 | General | 31 | 1,99% |
| 20 | Analysis Tools | 24 | 1,54% |
DISTRIBUZIONE DELLE AREE DI SVILUPPO (Top 20)
Le prime 5 categorie rappresentano il 44% dello sviluppo totale:
- Processing (268 update, 17.19%) - chiaramente l’area prioritaria
- Data Providers (138, 8.85%) - focus sull’interoperabilità e accesso ai dati
- Symbology (107, 6.86%) - sviluppo della cartografia tematica
- Print Layouts (100, 6.41%) - produzione cartografica
- Expressions + User Interface (82 ciascuna, 5.26%) - funzionalità di base
AREE EMERGENTI
Alcune categorie mostrano investimenti significativi in tecnologie innovative:
- 3D Features (57, 3.66%) - sviluppo costante delle capacità 3D
- Programmability (59, 3.78%) - estensibilità e automazione
- Mesh (40, 2.57%) - dati scientifici e modellazione
DISTRIBUZIONE DELLE PRIORITÀ
Aggregando per macro-aree, emerge questo quadro:
- Processing e automazione: ~21%
- Visualizzazione (simbologia, 3D, rendering, labeling): ~17%
- Gestione dati e providers: ~13%
- Interfaccia utente e usabilità: ~11%
- Output cartografico: ~6%
- Strumenti di analisi: ~4%
OSSERVAZIONI METODOLOGICHE
I dati mostrano una distribuzione dove:
- Il 50% dello sviluppo si concentra sulle prime 8 categorie
- Le funzionalità “core” (processing, data providers, simbologia) rappresentano 1/3 del totale
- Le tecnologie emergenti (3D, mesh, temporal) hanno circa il 7% complessivo
- Categorie come QGIS Server (3.40%) e Plugin (1.09%) mostrano percentuali relativamente contenute
ELEMENTI SIGNIFICATIVI
È interessante notare che alcune funzionalità utilizzate quotidianamente dagli utenti non compaiono tra le prime 20 categorie. Questo potrebbe indicare:
- Stabilità raggiunta in determinate aree
- Riallocazione di risorse verso nuove funzionalità
- Differente metodo di categorizzazione degli interventi
LIMITI DELL’ANALISI (grazie a Vincent Picavet e al commento)
È importante sottolineare alcuni bias metodologici di questa analisi:
-
Bias del Changelog: I changelog elencano principalmente cambiamenti visibili, nuove funzionalità o nuovi comportamenti. Piccoli miglioramenti e rifattorizzazione del codice generalmente non vengono documentati.
-
Sviluppo nelle librerie sottostanti: Molto lavoro avviene in librerie come GDAL, GEOS, PROJ che non compare nei changelog di QGIS ma ne migliora sostanzialmente le capacità.
-
Migrazione funzionale: Alcuni strumenti di analisi tradizionali sono stati sostituiti da algoritmi di processing, creando una apparente riduzione di sviluppo in alcune categorie quando in realtà c’è stata una riorganizzazione.
-
Metriche alternative: Analizzare le Pull Request e il numero di righe di codice modificate potrebbe fornire un quadro completamente diverso e più accurato dell’effettivo sforzo di sviluppo.
RIFLESSIONI SUL MODELLO DI SVILUPPO
I dati sollevano una questione fondamentale del finanziamento del software open source:
È strutturalmente più facile trovare finanziamenti per nuove funzionalità “scintillanti” che per la manutenzione e il miglioramento incrementale delle funzionalità esistenti.
Questo fenomeno non è specifico di QGIS ma caratterizza l’intero ecosistema open source. Finché gli utenti (aziende, enti pubblici, professionisti) non saranno disposti a pagare per la manutenzione annuale del software senza aspettarsi necessariamente nuove funzionalità visibili, questa dinamica difficilmente cambierà.
AREE DI POTENZIALE MIGLIORAMENTO
Dall’analisi emergono alcune considerazioni:
-
Ascolto degli utenti finali: Potrebbe esserci uno spazio per un dialogo più strutturato tra sviluppatori e utenti finali sulle reali esigenze quotidiane
-
Manutenzione e miglioramento continuo: Le caratteristiche esistenti necessitano di finanziamenti dedicati per evoluzione incrementale e ottimizzazione
-
Focus sull’User Experience: Investimenti mirati sull’UX potrebbero migliorare significativamente l’esperienza d’uso in tutte le aree di QGIS, rendendo il software più accessibile ed efficiente
CONCLUSIONI
I dati mostrano un progetto maturo con:
- Forte investimento su capacità di processing (quasi 1/5 dello sviluppo)
- Attenzione equilibrata tra backend (data providers, server) e frontend (UI, simbologia)
- Crescita programmata verso tecnologie emergenti (3D, temporal, mesh)
- Consolidamento degli strumenti di produzione cartografica
Questa distribuzione riflette sia le dinamiche di finanziamento del software open source che le priorità strategiche del progetto. Comprendere questi meccanismi è fondamentale per chi utilizza QGIS professionalmente e potrebbe considerare di contribuire al suo sviluppo, non solo tecnicamente ma anche economicamente.
Sarei interessato a conoscere le vostre osservazioni su questi dati, sul modello di finanziamento e su come tutto questo corrisponda alle esigenze che riscontrate nel vostro utilizzo quotidiano di QGIS.
saluti
