Io sono stato coinvolto personalmente a questa comunità nel lontano 2014, in quegli anni anche io facevo solo video youtube in siciliano ma la comunità ha visto del potenziale in me, soprattutto perché non vendevo nulla, non facevo marketing.
La comunità mi ha dato in mano la gestione dei social e ancora dopo 12 anni gestisco da solo i social.
Ho partecipato a varie QGIS Day, Hack Fest, Foss4g IT, e meeting internazionali.
Ma la cosa che noto è che questa comunità non evolve, è ferma, non ci sono persone che credono al progetto QGIS, non c’è ricambio generazionale.
Se andassero via Matteo, Ulisse, Stefano, Enrico, Alberto, Federico, io e qualcun altro che mi scuserà se non lo ho cittao, questo gruppo locale non esisterebbe più.
Quindi concludendo, cosa volgiamo diventare?
Io non vedo un futuro roseo.
Ho partecipato a varie QGIS Day, Hack Fest, Foss4g IT, e meeting internazionali.
Ma la cosa che noto è che questa comunità non evolve, è ferma, non ci sono persone che credono al progetto QGIS, non c’è ricambio generazionale.
Se andassero via Matteo, Ulisse, Stefano, Enrico, Alberto ed io, questo gruppo locale non esisterebbe più.
Quindi concludendo, cosa volgiamo diventare?
Io non vedo un futuro roseo.
Condivido in pieno la tua analisi, non posso parlare per la comunità italiana di QGIS che conosco poco, ma sicuramente per quella di GFOSS che è allo stesso stadio. Giovani universitari che si mettono in gioco non ce ne sono e più di invecchia più le cose da fare aumentano e il tempo libero diminuisce.
È un problema molto italiano perché le altre realtà sono molto più vive ed attive (la conferenza tedesca fa 800 partecipanti, gli sloveni sono carichissimi, i rumeni e giapponesi fanno 2/3 conferenze all’anno…)
È un peccato perché ora sarebbe il momento ideale con la nuova strategia sull’Open source in Europa ma non ho grandi speranze
É una triste constatazione di fatto e mi associo al de profundis.
Sembra quasi che le comunità collegate al software libero non abbiano appeal qui da noi.
Evidentemente non abbiamo un’offerta all’altezza della “concorrenza” e non ne farei un problema generazionale: collaboro con alcune Onlus e per quanto il core sia anziano, ci sono giovani medici disponibili anche a farsi missioni in africa di qualche mese.
Onestamente non so cosa ci voglia per “stimolare” questo ricambio (a parte smussare qualche spigolo caratteriale di qualcuno di noi, io in secundis… ;-).
Io sono stato coinvolto personalmente a questa comunità nel lontano 2014, in quegli anni anche io facevo solo video youtube in siciliano ma la comunità ha visto del potenziale in me, soprattutto perché non vendevo nulla, non facevo marketing.
La comunità mi ha dato in mano la gestione dei social e ancora dopo 12 anni gestisco da solo i social.
Ho partecipato a varie QGIS Day, Hack Fest, Foss4g IT, e meeting internazionali.
Ma la cosa che noto è che questa comunità non evolve, è ferma, non ci sono persone che credono al progetto QGIS, non c’è ricambio generazionale.
Se andassero via Matteo, Ulisse, Stefano, Enrico, Alberto ed io, questo gruppo locale non esisterebbe più.
Quindi concludendo, cosa volgiamo diventare?
Io non vedo un futuro roseo.
il video di pibinko è sempre attuale e le condizioni in cui si trova, in italia, il movimento “organizzato” (leggi “comunità”) non sono delle migliori.
è già stato detto: mancano le forze per fare le cose sul territorio, come organizzare incontri non solo tecnico-formativi ma anche di promozione informativa, proporsi nelle scuole, scuotere le pubbliche amministrazioni…
spesso confondiamo l’uso del software libero con la promozione del software libero; sono ambedue aspetti del variegato mondo e come detto in altro thread ognuno partecipa come può/vuole ma senza l’impegno “operativo” di tanti partecipanti alla Comunità, non avremmo ad esempio potuto organizzare il FOSS4G mondiale nel 2022 a Firenze.
L’Associazione GFOSS.it nasce ufficialmente nel 2007, ma ben prima il gruppo degli utenti GRASS organizzava eventi e incontri; non credo di sbagliare se affermo che GFOSS.it è una delle realtà più antiche nel campo del software geografico libero.
Ha avuto picchi di oltre centro iscritti effettivi e ora viaggia più o meno sulla trentina di persone le quali non tutte sono operative ma la maggior parte sono “in sonno”.
è evidente che non si può pensare che tutti riescano ad avere il tempo e l’energia per fare qualcosa oltre la promozione via social, ma l’esistenza di un punto di riferimento giuridicamente riconosciuto come GFOSS.it credo sia ancora non solo un valore ma una necessità.
GFOSS.it vuole essere il punto di riferimento anche pratico per chi non solo usa il software geografico libero ma si riconosce nei suoi valori e crede nei suoi principi.
Il confronto con i “cugini” di OSM in termini di Comunità percepita è impietoso: in tutta Italia ci sono almeno un appuntamento al mese in modalità mista (presenza e remoto), eventi tecnici e informativi, azione diretta nelle scuole (Wikimedia Italia che è l’associazione di riferimento in cui opera OSM è soggetto riconosciuto nella piattaforma del Ministero dell’istruzione che eroga formazione ai docenti).
è vero che la forza dell’associazione Wikimedia non è paragonabile a GFOSS.it ma la realtà è che manca l’entusiasmo che i giovani possono portare.
Al FOSS4G It &OSMit 2026 a Trento, lo scorso luglio, hanno partecipato due studenti delle superiori che avendo saputo dell’evento a spese loro sua sponte sono venuti dalla Lombardia per due giorni!!!
in conclusione, che fare?
tenere vivo lo spirito del software (geografico) libero è più che mai necessario oggi, in cui il mercato propone soluzioni sempre più chiuse e proprietarie e la triade Cloud, SaaS e IA sta facendo aumentando la distanza tra noi il software.
Beh non volevo raccogliere un campionario di depressione…
Diamoci da fare per rendere la comunità un posto attraente ad esempio:
Troviamoci ogni tanto a bere una geo-birra o un geo-spritz
Condividiamo anche in lista qualcosa di bello che siamo riusciti a realizzare nella nostra attività (non limitiamoci a postarlo su linkedin o fare un reel su instagram)
condividiamo le informazioni sui corsi fatti bene e discutiamo con chi lo ha concluso
discutiamo delle scelte della PA (questo sì anche su linkedin)