buongiorno a tutti,
esempi isolati di progetti sull’uso del software geografico libero ce ne sono a iosa, ma bisogna distinguere tre aspetti.
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Iniziative personali.
è sicuramente la casistica più diffusa. conosco un insegnate e organizzo con lui un seminario/laboratorio/conferenza presso una scuola
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Iniziative strutturate ma isolate
come 1) ma si progetta con la scuola un intervento “compiuto” e la scuola utilizza il mio progetto formativo esecutivo e partecipa a bandi. In caso di selezione, la realizzazione poi viene affidata, si spera, a me che ho scritto il progetto.
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Interventi “globali”
Si tratta della condizione migliore ma decisamente onerosa. Bisogna essere riconosciuti dal MIUR (o come si chiama ora) ed essere così inseriti nella piattaforma Sofia dedicata alla formazione del personale scolastico (Docenti e personale ATA). A quel punto si presenta un’offerta formativa e dal catalogo le scuole scelgono.
Le differenze sono evidenti.
Nei primi due casi è la singola persona che intesse rapporti informali 1) oppure formali 2) con la scuola. I destinatari possono essere indifferentemente studenti e docenti; è evidente che se mi presento come Stefano Campus genitore di Filippo, esperto di informazione geografica, difficilmente otterrò un incarico o lo spazio per una formazione ai docenti, non potendo io erogare crediti formativi. Se la scuola è interessata, forse un paio d’ore per i docenti me le danno oppure un laboratorio in classe di Filippo.
Quanto detto apre una serie di considerazioni generali che vale la pena approfondire.
La prima è già stata accennata da Totò: qual è l’oggetto dell’intervento formativo? Secondo me, ridurlo a QGIS o OSM è fortemente limitativo, ma proprio tanto!
Lasciamo agli imprenditori liberisti la visione di una scuola che forma lavoratori, ma abbracciamo invece la visione che la scuola deve formare Cittadini il più consapevoli possibile. Quindi QGIS deve secondo me diventare il pretesto per mostrare la via etica del software libero (Free as a speech, not free as a beer). Libero non gratis.
Dopodiché i valori della sovranità/indipendenza digitale, la condivisione della conoscenza e della libertà dai software e dai dati proprietari possono atterrare su imparare ad usare QGIS ed editare in OSM, ma trascurare la componente etica e di comunità è a mio avviso non solo un peccato ma un errore vero e proprio.
Chi ha seguito interventi, seminari e corsi di tanti Soci GFOSS e non solo non avrà potuto fare a meno di notare l’attenzione dei formatori a questo aspetto.
Il secondo aspetto è il ruolo che la persona riveste: volontario singolo? volontario di GFOSS.it? impresa?
queste differenze non sono banali perché conducono ad esperienze molto diverse, a cominciare dall’accreditamento presso la piattaforma SOFIA del ministero che è riservato solo ad enti e associazioni ma non ad imprese o professionisti.
Qualche anno fa, il MIUR decise di fare una convenzione con enti del terzo settore che promuovono i valori del software libero. Partecipammo ai tavoli preparatori noi di GFOSS.it, Wikimedia (sia come Wikipedia sia come OSM) e altre associazioni tra cui qualcuna del “giro” Linux, tutto a titolo gratuito.
Lo scopo dell’operazione era chiaro: dare visibilità e credito sia la Ministero sia alle Associazioni; era ben chiaro che la sottoscrizione non avrebbe comportato nessun impegno da parte del Ministero ma, diciamo, una forte presa di posizione sul software libero del Governo.
Ricordo la potenza di fuoco di Wikimedia che si è presentata con un pacchetto di offerte formative complete e dettagliate per tutte le scuole di ogni ordine e grado!
Dopo mesi di riunioni, relazioni eccetera, alla fine il tutto si sarebbe dovuto ridurre ad un accordo che conteneva di fatto solo una dichiarazione di intenti di disponibilità a fare formazione e la iscrizione alla piattaforma Sofia.
Purtroppo GFOSS.it non è potuta arrivare alla fine con la sottoscrizione e la firma perché non avrebbe potuto garantire la totale copertura nazionale degli interventi formativi, dato il numero esiguo di soci di cui pochissimi avevano dato la propria disponibilità.
Io sto a Torino e sono un volontario e quindi fare formazione troppo lontano mi provoca un disagio con la mia attività principale, anche se dal punto di vista fiscale un modo per riconoscere il lavoro per la formazione magari si trova anche.
ecco quindi che un programma per portare QGIS nelle scuole non è una cosa fattibile in maniera riconosciuta, continua nel tempo e in tutta Italia.
s.