QGIS Nelle Scuole

Buon Pomeriggio a tutti, volevo domandare se esiste un programma per portare QGIS nelle scuole anzichè nelle università.
Negli istituti Tecncii Per Geometri, avvicinarli al mondo Open Source e QGIS. Fatemi sapere, perchè non ho trovato informazioni su questo argomento. Grazie

Moving this to QGIS-it-user

Hi Savino,
I think that you have no replies because this is the “general” section of the whole Discourse server of Osgeo and since an international organization the preferred language is english
Maybe @moderators can move it in QGIS-it user category?
amefad

Buongiorno Sartino e grazie per la domanda, portare QGIS e l’Open Source negli istituti tecnici per geometri è un’idea che merita!

Premessa doverosa su chi siamo: QGIS Italia è il gruppo degli utenti italiani di QGIS, presente nell’elenco ufficiale dei gruppi utenti del progetto internazionale (Gruppi Utenti · QGIS Web Site). Come indicato in quella stessa pagina, ogni gruppo può scegliere se costituirsi o meno come entità giuridica: noi siamo rimasti una comunità informale di volontari, senza associazione, statuto o organi formali (fino ad oggi è così, in futuro potrebbe cambiare). Per questo non gestiamo programmi ufficiali né possiamo sottoscrivere accordi con le scuole.

Un consiglio: più che su un singolo programma, vale la pena proporre agli studenti una visione d’insieme del software e dei dati geografici liberi. Qualche spunto:
• QGIS come GIS desktop: su qgis.org trovi gratuitamente il Training Manual e la documentazione, in buona parte tradotti in italiano;
• OpenStreetMap: dati geografici liberi e mappatura collaborativa, perfetta per attività pratiche sul territorio intorno alla scuola;
• database spaziali: si può partire da quello che magari si studia già, passando per GeoPackage e SpatiaLite, che non richiedono server, fino a PostgreSQL/PostGIS, lo standard di riferimento;
• web mapping: librerie come Leaflet, OpenLayers e MapLibre per costruire mappe web, e server come GeoServer o QGIS Server per pubblicare i dati;
• GeoLibre, una nuova piattaforma GIS open source che funziona direttamente nel browser, senza installazioni: comoda per i laboratori scolastici.

Se cerchi un interlocutore strutturato, puoi provare a contattare GFOSS.it, l’associazione italiana per l’informazione geografica libera, che è una realtà formalmente costituita. Su qgis.org c’è anche il Programma di Certificazione, pensato per chi fa formazione su QGIS.

E naturalmente qui trovi persone disponibili a condividere materiali, idee ed esperienze. Se stai pensando a un progetto concreto, raccontaci pure di più!

saluti

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Buongiorno a tutte e a tutti,
Segnalo che in alcuni istituti tecnici per geometri il programma qgis viene inserito all’interno del programma di Topografia, quindi nel triennio. A me è capitato di fare un corso a dei docenti di un istituto che voleva implementarlo meglio, perché già durante il PCTO ad alcuni ragazzi era stato chiesto di lavorare con qgis.
Buona giornata
Rossella

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Il 20 set 2026 09:57, Totò Fiandaca noreply@discourse.osgeo.org ha scritto:

Someone replied to a topic you are Watching.

pigreco
September 20

Buongiorno Sartino e grazie per la domanda, portare QGIS e l’Open Source negli istituti tecnici per geometri è un’idea che merita!

Premessa doverosa su chi siamo: QGIS Italia è il gruppo degli utenti italiani di QGIS, presente nell’elenco ufficiale dei gruppi utenti del progetto internazionale (Gruppi Utenti · QGIS Web Site). Come indicato in quella stessa pagina, ogni gruppo può scegliere se costituirsi o meno come entità giuridica: noi siamo rimasti una comunità informale di volontari, senza associazione, statuto o organi formali (fino ad oggi è così, in futuro potrebbe cambiare). Per questo non gestiamo programmi ufficiali né possiamo sottoscrivere accordi con le scuole.

Un consiglio: più che su un singolo programma, vale la pena proporre agli studenti una visione d’insieme del software e dei dati geografici liberi. Qualche spunto:
• QGIS come GIS desktop: su qgis.org trovi gratuitamente il Training Manual e la documentazione, in buona parte tradotti in italiano;
• OpenStreetMap: dati geografici liberi e mappatura collaborativa, perfetta per attività pratiche sul territorio intorno alla scuola;
• database spaziali: si può partire da quello che magari si studia già, passando per GeoPackage e SpatiaLite, che non richiedono server, fino a PostgreSQL/PostGIS, lo standard di riferimento;
• web mapping: librerie come Leaflet, OpenLayers e MapLibre per costruire mappe web, e server come GeoServer o QGIS Server per pubblicare i dati;
• GeoLibre, una nuova piattaforma GIS open source che funziona direttamente nel browser, senza installazioni: comoda per i laboratori scolastici.

Se cerchi un interlocutore strutturato, puoi provare a contattare GFOSS.it, l’associazione italiana per l’informazione geografica libera, che è una realtà formalmente costituita. Su qgis.org c’è anche il Programma di Certificazione, pensato per chi fa formazione su QGIS.

E naturalmente qui trovi persone disponibili a condividere materiali, idee ed esperienze. Se stai pensando a un progetto concreto, raccontaci pure di più!

saluti

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Ciao Sarino! È molto interessante quello che dici. Ultimamente ho diversi studenti che sono insegnanti e che vogliono imparare bene QGIS proprio per poter poi trasmettere queste conoscenze ai loro studenti.

Secondo me, oltre ai contenuti, sarebbe importante pensare anche a come accompagnare gli studenti nell’apprendimento: creare un ambiente in cui si sentano liberi di provare, fare domande e soprattutto sbagliare. L’errore fa parte del processo e, se viene vissuto senza paura o vergogna, può diventare uno dei modi migliori per imparare.

Saluti,

Alejandra

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Al dire il vero sto pensando a qualcosa di molto grande e potente, ma avrò bisogno di tutto l’aiuto di QGIS ITALIA, GFOSS, e altri. Non ho ancora finito di buttare giù tutto il mio piano e la mia idea, ma appena sarà terminata esporrò qui, la mia proposta e cosa vuole portare.

buongiorno a tutti,
esempi isolati di progetti sull’uso del software geografico libero ce ne sono a iosa, ma bisogna distinguere tre aspetti.

  1. Iniziative personali.
    è sicuramente la casistica più diffusa. conosco un insegnate e organizzo con lui un seminario/laboratorio/conferenza presso una scuola

  2. Iniziative strutturate ma isolate
    come 1) ma si progetta con la scuola un intervento “compiuto” e la scuola utilizza il mio progetto formativo esecutivo e partecipa a bandi. In caso di selezione, la realizzazione poi viene affidata, si spera, a me che ho scritto il progetto.

  3. Interventi “globali”
    Si tratta della condizione migliore ma decisamente onerosa. Bisogna essere riconosciuti dal MIUR (o come si chiama ora) ed essere così inseriti nella piattaforma Sofia dedicata alla formazione del personale scolastico (Docenti e personale ATA). A quel punto si presenta un’offerta formativa e dal catalogo le scuole scelgono.

Le differenze sono evidenti.
Nei primi due casi è la singola persona che intesse rapporti informali 1) oppure formali 2) con la scuola. I destinatari possono essere indifferentemente studenti e docenti; è evidente che se mi presento come Stefano Campus genitore di Filippo, esperto di informazione geografica, difficilmente otterrò un incarico o lo spazio per una formazione ai docenti, non potendo io erogare crediti formativi. Se la scuola è interessata, forse un paio d’ore per i docenti me le danno oppure un laboratorio in classe di Filippo.

Quanto detto apre una serie di considerazioni generali che vale la pena approfondire.

La prima è già stata accennata da Totò: qual è l’oggetto dell’intervento formativo? Secondo me, ridurlo a QGIS o OSM è fortemente limitativo, ma proprio tanto!
Lasciamo agli imprenditori liberisti la visione di una scuola che forma lavoratori, ma abbracciamo invece la visione che la scuola deve formare Cittadini il più consapevoli possibile. Quindi QGIS deve secondo me diventare il pretesto per mostrare la via etica del software libero (Free as a speech, not free as a beer). Libero non gratis.
Dopodiché i valori della sovranità/indipendenza digitale, la condivisione della conoscenza e della libertà dai software e dai dati proprietari possono atterrare su imparare ad usare QGIS ed editare in OSM, ma trascurare la componente etica e di comunità è a mio avviso non solo un peccato ma un errore vero e proprio.
Chi ha seguito interventi, seminari e corsi di tanti Soci GFOSS e non solo non avrà potuto fare a meno di notare l’attenzione dei formatori a questo aspetto.

Il secondo aspetto è il ruolo che la persona riveste: volontario singolo? volontario di GFOSS.it? impresa?
queste differenze non sono banali perché conducono ad esperienze molto diverse, a cominciare dall’accreditamento presso la piattaforma SOFIA del ministero che è riservato solo ad enti e associazioni ma non ad imprese o professionisti.

Qualche anno fa, il MIUR decise di fare una convenzione con enti del terzo settore che promuovono i valori del software libero. Partecipammo ai tavoli preparatori noi di GFOSS.it, Wikimedia (sia come Wikipedia sia come OSM) e altre associazioni tra cui qualcuna del “giro” Linux, tutto a titolo gratuito.
Lo scopo dell’operazione era chiaro: dare visibilità e credito sia la Ministero sia alle Associazioni; era ben chiaro che la sottoscrizione non avrebbe comportato nessun impegno da parte del Ministero ma, diciamo, una forte presa di posizione sul software libero del Governo.
Ricordo la potenza di fuoco di Wikimedia che si è presentata con un pacchetto di offerte formative complete e dettagliate per tutte le scuole di ogni ordine e grado!
Dopo mesi di riunioni, relazioni eccetera, alla fine il tutto si sarebbe dovuto ridurre ad un accordo che conteneva di fatto solo una dichiarazione di intenti di disponibilità a fare formazione e la iscrizione alla piattaforma Sofia.
Purtroppo GFOSS.it non è potuta arrivare alla fine con la sottoscrizione e la firma perché non avrebbe potuto garantire la totale copertura nazionale degli interventi formativi, dato il numero esiguo di soci di cui pochissimi avevano dato la propria disponibilità.
Io sto a Torino e sono un volontario e quindi fare formazione troppo lontano mi provoca un disagio con la mia attività principale, anche se dal punto di vista fiscale un modo per riconoscere il lavoro per la formazione magari si trova anche.

ecco quindi che un programma per portare QGIS nelle scuole non è una cosa fattibile in maniera riconosciuta, continua nel tempo e in tutta Italia.

s.

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Pres ma quante ne sai!

Anche io ho avuto alcuni contatti con docenti delle superiori, ma alla fine non se ne è mai fatto nulla per questioni varie, mancanza di fondi, tempistiche degli istituti…etc…

Se si vuole provare a strutturare qualcosa, comunque, il canale giusto, dal mio punto di vista, è GFOSS.it.

ciao!

Porto la mia esperienza diretta da libero professionista nel sud Italia.

Ho fatto da docente per corsi QGIS, sia in Sicilia che in Puglia, per scuole professionali e ho vissuto esperienze poco felici:

  1. la maggior parte dei ragazz@/studenti erano disinteressati
  2. problemi con le aule
  3. problemi con i PC
  4. problemi con internet
  5. problemi con gli orari.

Secondo me i ragazzi delle scuole (età tra 14 e 18 anni) hanno ancora poche idee su quello che vogliono realmente fare, ecco perché appena entrano nel mondo del lavoro cercano corsi gratis su QGIS e solo chi è veramente interessato poi cerca i corsi anche a pagamento.

saluti

la qualità non la misurerei sul costo del corso…

Concordo appieno con l’ultima affermazione di Salvatore.
Per la mia esperienza scolastica (ormai terminata, come docente di ruolo in ist. agrario, corso agro-ambientale, nel lontano 2003 quando gli studenti erano ancora “bravini e rispettosi” e quelli che avevo erano del quarto e quinto anno ed avevano “scelto” l’indirizzo) alle superiori, la sola minaccia di interrogarli ed, eventualmente, bocciarli all’esame sulla tesina predisposta con ArcView 3.0 (il progetto era una cartografia dell’attitudine delle colline alla coltivazione del tartufo) li interessava al lavoro ed alla comprensione dello strumento e, più in generale, della cartografia.
Inoltre, attualmente, un sacco di percorsi universitari prevedono approfondimenti in cartografia digitale.
Secondo me, vista anche la situazione in cui versa il sistema scolastico attualmente, coi loro ritmi, con le loro burocrazie, non è un progetto facilmente realizzabile.
Infine, non meno importante, bisognerà valutare la propensione all’insegnamento dei partecipanti a questo gruppo.
Saluti