ho formalmente richiesto che, nell’ambito dei lavori previsti per l’8 e il 9 ottobre 2026, vengano definiti in maniera chiara e inequivocabile sia l’iter operativo sia i criteri regolamentari alla base del processo di certificazione.
La forza dell’open source risiede, a mio avviso, proprio nella trasparenza, nella condivisione della conoscenza, nella valorizzazione del merito e nell’inclusività. Il software libero nasce anche con l’obiettivo di ridurre le barriere di accesso agli strumenti e alle competenze, offrendo opportunità concrete di crescita professionale anche a chi proviene da realtà territoriali, sociali o economiche meno favorite.
In questo contesto è importante chiarire anche il significato stesso di una certificazione. Un’attestazione non nasce per generare direttamente profitto né può garantire automaticamente un ritorno economico. Può, tuttavia, rappresentare uno strumento di valorizzazione e di democratizzazione delle competenze: un riconoscimento formale delle capacità maturate che consenta alle persone, indipendentemente dalla loro provenienza o condizione, di presentarsi sul mercato professionale con maggiore consapevolezza, credibilità e pari opportunità.
Proprio in virtù di questi principi, ritengo che il riconoscimento delle competenze debba essere quanto più possibile preciso, coerente e aderente alle effettive attività svolte.
Sarebbe pertanto utile valutare l’introduzione di un sistema di attestazioni modulari e multilivello, capace di distinguere i differenti ambiti di competenza e di contributo. La conoscenza e l’utilizzo operativo di uno strumento come QGIS rappresentano, infatti, una competenza specifica, così come costituiscono competenze differenti lo sviluppo software, la documentazione, la formazione, la localizzazione e la traduzione.
Si tratta di attività che possono certamente beneficiare, oggi, del supporto di strumenti di intelligenza artificiale, ma che continuano a richiedere conoscenze, esperienza, capacità di verifica e responsabilità professionale proprie. Riconoscere correttamente tali differenze non significa creare gerarchie tra i contributi, ma valorizzare ciascuno di essi secondo la propria natura e, allo stesso tempo, tutelare l’autorevolezza della certificazione rilasciata.
Ritengo inoltre importante dedicare attenzione anche alle modalità attraverso le quali vengono assunte le decisioni.
L’attuale sistema di votazione sui singoli topic potrebbe beneficiare dell’introduzione di criteri più strutturati di verifica e di requisiti minimi di partecipazione o accreditamento. In assenza di tali garanzie, infatti, esiste almeno sul piano teorico il rischio che la rappresentatività del voto possa essere alterata attraverso la creazione e l’utilizzo di profili multipli.
Formalizzare maggiormente queste procedure e introdurre adeguati strumenti di garanzia non significherebbe limitare la partecipazione. Al contrario, significherebbe tutelarla, assicurando che ogni voto abbia lo stesso valore, rafforzando la fiducia nel processo decisionale e salvaguardando la reputazione della Comunità.
Non potrò partecipare personalmente all’incontro a causa delle mie attuali difficoltà nell’esprimermi con la necessaria efficacia in lingua inglese. Ho tuttavia conferito una delega formale a una persona di mia piena fiducia, che avrà il compito di rappresentare questa posizione e di portare tali considerazioni all’attenzione del tavolo di discussione.
Desidero infine sottolineare che questo intervento nasce esclusivamente da uno spirito costruttivo e dal massimo rispetto per la storia di QGIS, per il lavoro svolto nel corso degli anni e per la Comunità Italiana.
L’obiettivo non è mettere in discussione quanto costruito, ma contribuire, per quanto possibile, al suo ulteriore rafforzamento, affinché principi quali equità, trasparenza, inclusione, responsabilità e valorizzazione delle competenze continuino a rappresentare elementi centrali di una comunità open source credibile, autorevole e realmente accessibile a tutti.
Detto ciò qualunque siano i meriti di Alejandra, la comunità con le regole attuale devi esprimersi ma attenendosi a quello che è definito in QGIS, alla comunità di chiede un Parere positivo o meno che sia, non è la comunità a dare attestazione, o dire che è bravo uno a fare il corso o meno. Io lo so che sto polemizzando, e forse inuitilmente ma se c’è possibilità di esprimere un idea, bisogna ascoltarla, non condividerla, ma mai chiudere a quell’idea. Quindi per mio avviso, voi date la possibilità, poi si decide tanto è il Project Manager (non ricordo come si chiama esattamente)che ha comunque la decisione finale. E mi ripeto “non voglio regalato nulla”. Ma nemmeno voglio essere eslcuso perchè non ho fatto IUSEE o tradotto, o partecipato a seminaria… se non è nelle più possibilità? Ci avete mai pensato? Io ho proposto proprio questi aspetti, meno conosciuti forse
Cordiali saluti.